LA SCHEDA DEL FILM
LA STORIA DI SOULEYMANE
di Boris Lojikine (Francia 2024, 93min)
Arrivato a Parigi dalla Guinea, il giovane Souleymane attende con ansia il colloquio con l’ufficio immigrazione locale, per ottenere asilo e regolarizzare la presenza in Francia. Nel frattempo è costretto a sbarcare il lunario, subaffittando il profilo di un “app” di consegne da un conoscente, sfrecciando per la città in bicicletta. Per dormire, deve prenotare ogni giorno un posto letto nella sistemazione provvisoria statale e presentarsi in tempo la sera alla partenza del pullman, schivando i vari ostacoli umani e istituzionali che cercano di mettergli i bastoni tra le ruote…
Se Io, capitano, la “favola” realista di Matteo Garrone, si concludeva con le urla di gioia di Seydou alla vista della costa italiana, con un “lieto” fine che diventava un nuovo inizio, La storia di Souleymane potrebbe forse essere il suo seguito ideale.
In appena novanta minuti La storia di Souleymane, del regista Boris Lojkine (presentato al Festival di Cannes 2024 nella sezione Un certain regard, dove ha vinto il premio della giuria e il premio per il miglior attore), ci porta nel quotidiano di un guineano a Parigi, con un’empatia e un’efficacia rare, senza cadere nel voyeurismo o nel pietismo cinematografico. Tutto il film è un “pedinamento” (non è per niente un sacrilegio citare Cesare Zavattini ed il neorealismo) dietro allo splendido protagonista (l’attore non professionista Abou Sangare) con cui vi sarà facile entrare emotivamente in contatto.
Il film che vedrete vi farà palpitare per il destino di Souleymane, anche grazie al montaggio adrenalinico di Xavier Sirven, e alla fine della visione vi sembrerà di aver “pedalato” con lui.
Esistono destini segnati? Si può “sognare” anche se non si è nati dalla parte fortunata del Mondo? Può esistere un Mondo migliore?… Non so se troverete le risposte a questi quesiti, ma anche solo porsi certe domande potrebbe contribuire a sperare in un futuro più bello.
“Le faremo sapere.”